Sorelle di speranza o donne coraggiosePaul Eluard, Poesie, Torino, 1955.
Contro la morte avete stretto il patto
Di riunir le virtù dell’amore
Sopravvissute sorelle
Vi giocate la vita
Perché la vita vinca
Vicino è il giorno o mie sorelle di grandezza
Che rideremo di guerra e di miseria
Di quanto fu amarezza nulla resisterà
Ed ogni viso avrà diritto alle carezze.
14 aprile 2008
Sorelle di speranza
Pubblicato da EL alle 12:00 0 commenti
9 aprile 2008
Il linguaggio dei colori
Vi conosco colori di uomini e di donnePaul Eluard, Poesie, Torino, 1955.
Fiori freschi frutti marci aloni decomposti
Prismi musici nebbia che genera la notte
Colori e tutto è vivo quel che m’apre la vista
Colori e tutto è grigio quel che mi sforza a piangere
Colori di salute di desiderio d’ansia
E l’avvenire è certo alla dolcezza amante
Colori pazzia e crimine e rivolta e coraggio
E riso ovunque che la gioia snuda
E talvolta ragione che ci vomita stupidi
E sempre la ragione che ci ricrea sublimi
Il battito del sangue per le strade del mondo
Colori lo sconforto scavi pure la notte
I misteri anneriscano fino all’osso l’insonnia
Si fanno luce sogni che son bontà bellezza
A un lato del mio cuore sopravvive l’angoscia
Dall’altro vedo chiaro spero e divengo un’iride
Io fertile rifletto un corpo che continua
Io lotto io sono ebbro di lottare per vivere
Nella chiarezza altrui la mia vittoria edifico.
Pubblicato da EL alle 09:06 0 commenti
3 aprile 2008
M’accade a volte di sfrecciareSalvatore Toma, Canzoniere della morte, Torino, 1999.
su grosse moto
nei fondali marini,
sorpassare a uno a uno
delfini, squali, capodogli,
eternità di alghe forestali
per la gioia di scoprire
l’anima dei viventi sorprendente.
Pubblicato da EL alle 09:22 0 commenti
1 aprile 2008
O vero: la costruzione dell’animo muove,Cesare Viviani, Una comunità degli animi, Milano, 1997.
muta, trasforma, fissa una meta, aspira,
mentre tutto rimane immobile
nella mente, nel mondo, nel cielo.
*
Pubblicato da EL alle 08:16 0 commenti
30 marzo 2008
I poeti
Non meravigliatevi. I poeti sono tutti(Lucian Blaga)
un solo indivisibile, indistruttibile popolo.
Parlano e sono muti. Trascorrono ère
e cantano ancora in un’antica lingua morta.
Nascono e spariscono civiltà,
ma sempre vanno lungo la strada del cuore.
Parlano di partenze, di ritorni.
Sono uguali per quel che non dicono.
Tacciono come rugiada, semenza, desiderio,
come acque scorrenti sull’argilla,
poi con il canto sottile dell’usignolo
nel bosco divengono agile sorgente sonora.
Elio Pecora, Simmetrie, Milano, 2007.
*
Pubblicato da EL alle 12:22 0 commenti
Il gingko ed il loto han gittato di nuovo, così il pioppo e persino l’ontano.
Le gonfie gemmette ed il verde smeraldo promettono fronde abbondanti.
È piovuto abbastanza negli ultimi giorni e non è quindi anomalo il
comparire dei tanti petali bianchi.
Seminata la senape negli angoli bui, ci si dedica a pulire il terreno.
Tutto va bene, si procede nei soliti modi e le maniere sono anch’esse le stesse.
Poco si sa di quel che succede.
Fa caldo, arriva la bella stagione.
Attendo speranze.
*
Pubblicato da EL alle 12:21 0 commenti
Sulle mura d’adolescenza
Segni questa stagioneUmberto Piersanti, L’albero delle nebbie, Torino, 2008.
di vento e acque,
tu violacciocca,
fiore dei dirupi,
dalle muraglie ripide
e contorte
fiore della breve stagione
di passaggio,
luminosa come l’adolescenza
col gomito sulle mura
e il vento in faccia,
t’assediano le nubi
ma poi rischiara,
sul bel volto risplendi
che t’è accanto,
in quella primavera remota
della vita
*
Pubblicato da EL alle 12:20 0 commenti
19 marzo 2008
Lo-Yang
È bella, è bella, la città di Lo-yang;Ch’ien Wen-Ti dei Liang (500 d. C.), Liriche cinesi (1753 a. C. – 1278 d. C.), Torino, 1953.
Le strade larghe son piene di luce primaverile.
I ragazzi escono con l’arpa in mano sui carri,
Le sfogliatrici escono coi loro cesti nei campi.
Fruste dorate ai fianchi dei cavalli sfavillano,
Maniche di velo sfiorano i verdi rami.
Cocchi in corsa ritornano verso casa;
E le fanciulle cogli alti cesti di frutta.
*
Pubblicato da EL alle 05:52 0 commenti
13 marzo 2008
Pomeridiano
Le galline piluccavano ancora per la strada. La vecchia moglie del capitano
Sedeva sulla soglia reggendo il nipotino sulle ginocchia aperte.
Un ragazzo trasportava un paniere. Le case
Caotiche di fronte al tramonto, coi loro vecchi bauli,
i letti di ferro, i tavoli, i quadri. Un grammofono
suonava rauco in una stanza chiusa. Le lenzuola
avvolgevano in ampi quadrati la propria storia. Non si sentiva il mare.
Una grande mano invisibile sollevava le sedie
Due palmi da terra. Come fanno gli uomini a vivere senza la poesia?
Ghiannis Ritsos, Il funambolo e la luna, Milano, 1987.
*
Sistemo armadi e osservo stagioni.
Nel flusso di ogni corrente
molte cose sulle quali tacere.
*
Pubblicato da EL alle 07:08 1 commenti
31 gennaio 2008
La Sorgente
Saliamo insieme sulla montagna senza nome,Thic Nhat Hanh, The Collected Poems, Berkley, 1999.
sediamo sul masso verdeazzurro senza età,
osservando quieti il tempo tessere il filo di seta
che crea la dimensione detta spazio.
*
Pubblicato da EL alle 11:05 1 commenti
Bisogna proprio crederci
I giochi di questi bambini curiosi che sono i nostriPaul Eluard, Ultime Poesie d’amore, Milano, 1965.
Giochi semplici che incantano i loro occhi
Pieni di una febbre che li avvicina e li allontana
Dal mondo in cui sogniamo di far posto agli altri
I giochi di nuvole e d’azzurro
Di cortesie e di scorribande alla stregua di un cuore futuro
Che non avrà mai colpe
Gli occhi di questi fanciulli che sono i nostri occhi di un tempo
Avremmo incanti quanti mai ne ebbero le fate.
*
Pubblicato da EL alle 11:04 0 commenti
Non ci sono sconfitte con Giacinta
Giacinta nega le sconfitte in amore.José Moreno Villa, Giacinta la rossa, Torino, 1972.
Non ci sono né vincitori né vinti.
dalle sue zuffe dolci e tormentose
usciamo sempre arricchiti.
Certo, Giacinta! Certo!
Per la tua divina intenzione, eccoti un forte bacio.
Anche se poi ti vedo impallidire
davanti a un dramma sentimentale
in cui Gilbert, John Gilbert,
subisce la sconfitta da parte di una stella fotogenica.
*
Pubblicato da EL alle 11:02 0 commenti
17 gennaio 2008
Quasi tutti sostengono che, in rapporto al piacere e all'ira, alcuni uomini riescono a dominarli, altri invece ne sono dominati; e le cose stanno proprio in questi termini. Però, nel caso dell'ignoranza, non si è mai sentito dire che qualcuno riesca a vincerla, mentre altri ne siano vinti.Platone, Leggi, IX 863 D.
*
Pubblicato da EL alle 07:17 0 commenti
Dopo la doccia,Jack Kerouac, Il libro degli haiku.
fra le rose inzuppate,
Scompiglio di uccelli bagnati
*
Pubblicato da EL alle 07:14 0 commenti
14 gennaio 2008
l’impassibile serenità del misteroEnrico Testa, In controtempo, Torino, 1994.
se ne infischia di ogni aspetto fiero:
mi tiene tacendo in iscacco
mentre guardo alla pagina
e a chi, dietro le righe, si agita
quando le sirene marittime
traversano la notte
si fa la figura del matto a credere
che suonino per le nostre lotte
*
Pubblicato da EL alle 11:28 0 commenti
Le radici vanno in senso verticale scompaiono nel terrenoRyszard Kapuscinski, Taccuino d'appunti, Forum, 2006.
si addentrano scavano
la loro esistenza è invisibile e oscura
tentano di separare i granelli di sabbia
le pietre le rocce
di penetrare lava e minerali
scagliate in superficie
inattive inaridiscono
le loro dita nodose sono tese verso il cielo
la loro preghiera è ingarbugliata e intraducibile
l’esperienza della radice:
la vita è penetrando nel profondo
*
Pubblicato da EL alle 11:27 0 commenti
La faccia
Vedimi con tutti i terrori sulle mie strade,Edwin Muir, Un piede nell’Eden, Torino, 1974.
I relitti incrostati che imputridiscono nei miei mari,
E l’impassibile ovale della mia faccia
Che muta pigramente al modo della luna
E misteriosamente è formato per piacere
E ornare l’osso angoloso di grazia effimera.
Avrei dovuto portare una maschera di terrore, aspetto
Tale da sgomentare e fugare speranza e fede,
Un po’ carnaio, un po’ campo di battaglia, terra sconvolta.
Invece sono un sorridente mare d’estate
Che dorme mentre di sotto da un estremo all’altro
Gli assassini, che han forma di sole e di stelle, s’ingozzano e giocano.
*
Pubblicato da EL alle 11:25 0 commenti
13 gennaio 2008
Mia Cara Bettina - mi diceva Navarro
sonatore di dolcemèle –
nel tuo paralogismo pistillico
in quel sofisma innocente e neoterico
c’è qualcosa che stona:
un tautologico diallèlo
in pleonastica forma
una verbigerazione pedante
e così la gordiana illusione
tu comprendi
risulta scarduffata e complessa.
Ma Bettina mia cara
perché non ti provi a esser più chiara?
*
Pubblicato da EL alle 08:34 0 commenti
6 gennaio 2008
insomma, poi risulta che ho una forte allergia alle cipolle.
Così smetto di assumerne e guarisco.
Ecco, detto tutto.
Pubblicato da EL alle 16:24 2 commenti
Un violino d’argento o di alluminioDanilo Dolci, Poema umano, Torino, 1974.
non è un violino:
forse più splendido, non è più lui.
Certe strade si trovano anche al buio
ma certe no:
non voglio avere rimorso
di spingere qualcuno verso strade
a me più care
e un giorno poi si trovi sopra il vuoto.
C’è una parola,
quasi ho vergogna a dirla
anche se indispensabile – non si usa
e può sembrare un po’ professorale:
maieutica.
È l’arte di aiutare a partorire,
la scienza di far nascere alla vita.
È strano e non è strano
che non sia una voce popolare:
chi di noi riconosce
la mano della propria levatrice?
Pubblicato da EL alle 16:11 0 commenti