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23 novembre 2007

Cremazione

Ti dico che in una scialba mattina
vedrai fumare a un’aria biancospina
le mie ceneri. Non piangere. Osserva
il mio fuoco: io faccio luce! La cerva
nel petto allora acquieta. È un mistero
che tutto monda, il solo istante vero.
Ma amo gli Dèi, perciò non hai pretesti
vili: forza, sperdi al vento i miei resti…

Giampiero Bona, Agli Dei, Garzanti, 1987.
*

20 novembre 2007

Gente incontrata

Esseri umani ho incontrato che,
quando si chiedeva loro il nome,
timidamente – come se non potessero pretendere
di possedere anche soltanto un modo di chiamarsi –
“signorina Christian” rispondevano e poi:
“come il nome”, e ti volevano
agevolare la comprensione,
nessun nome difficile come “Popiol” o
“Babendererde” –
“come il nome” – prego, non incomodi
la sua facoltà mnemonica!
Esseri umani ho incontrato che
coi genitori e quattro fratelli in una stanza
crebbero, di notte, con le dita nelle orecchie,
studiavano al focolare,
si fecero strada, di fuori belle e ladylike come contesse –
di dentro miti e operose come Nausicaa,
avevano la fronte pura degli angeli.

Mi sono spesso domandato e non ho trovato risposta,
da dove venga la dolcezza e il bene,
nemmeno oggi lo so e ora devo andare.
Gottfried Benn, Aprèslude, Einaudi, 1990.
*

2 novembre 2007

La riserva

Se vuoi cominciare a mutare
sciogli la riserva. Non essere più
il signor Si Però. Abbi la certezza,
impara a scegliere, non abbi dubbio,
ricordati che l’alternativa è finzione
della mente a se stessa,
tu credi di essere in giostra,
ma il tuo interesse ha già fatto
mostra di scelta. Tu hai troppo
bisogno di sogno del dubbio, se andare a
Montalcino o a Gubbio. Rinunciare
al dubbio è come rinunciare
a se stessi. Rinuncia a te stesso.
Considera smesso l’abito sempre
nuovo. L’incertezza fertile è detta
se cose nuove di certezza detta.


Ottiero Ottieri, Tutte le poesie, Marsilio, 1986.
*

24 ottobre 2007

Attesa

Non ci sono scale di pietra tanto lunghe da condurre
al luogo più solitario
non ci sono uomini di epoche diverse
che avanzino sotto la stessa frusta
non c’è cervo addomesticato
che attraversi il deserto del sogno
non c’è attesa

C’è solo un seme fossile

Nemmeno le menzogne ondulanti dei monti
negano la sua esistenza
ma esse rappresentano tutti i denti dell’intelligenza
e della ferocia umane
che aspettano pazientemente
aspettano, dopo lo splendore della fioritura
quell’unico frutto

Hanno atteso migliaia di anni

La piazza del desiderio dispiega
storia senza segni di scrittura
un cieco avanza a tentoni
la mia mano si sposta sul foglio
bianco, non lascia nulla
mi sposto
sono io quel cieco.

Bei Dao, SPERANZA FREDDA, Einaudi, 2003.
Tradotto da Claudia Pozzana.
*

18 ottobre 2007

Le madri di famiglia

Le madri di famiglia
si riforniscono alle
macellerie.
Non sanno
che il figlio e l’agnello
sono fratelli.

Anna Maria Ortese, Il mio paese è la notte, Empiria, 1996.
*

14 ottobre 2007

Il narcisismo

Lo specchiarsi tanto da vicino mi deforma la visuale.
Non comprendo.
Ho tante buone qualità, me le riconosco, ma proprio non sono scaltra e se qualcuno mi batte ripetutamente sulla spalla e mi dice di essere Milarepa mandato da E.T dall’ultima puntata di E.R. perché la pianta nel vaso (che ognuno sa essere Illusione), è cresciuta troppo,
io
mi chiedo:
ma questo signore, che dice?
Forse ha bisogno di qualcosa.
Ma di cosa?
*
Io ragiono in maniera semplice.
Nel marasma dei miei ricci cervellotici, un filo dritto come muro o piombo
lo cerco e quindi, sempre lo rinvengo.
*
Aprire un blog per:
Fare letteratura
Ma allora mi dico, ci sarà una ricerca del linguaggio, uno stile.
E ne ritrovo molti e alcuni davvero interessanti.
Ne posso trarre ispirazione o insegnamento.
Educo - traggo fuori.
Credo che l’Essere sia agente e percipiente.
Maestro e discepolo, due ma non due.
Oggetto e soggetto, due ma non due.
Si applica a tutto.
È meglio del parmigiano.
*
Filosofia, grande amore di religere, esperienza spicciola,
minutaglia, una grande muraglia.
Sbatto, cozzo, m’imbatto sempre in

Leggo per imparare.
Imparare non è mero arricchimento di conoscenza.
Credo, sia avanzamento.
*
Ho navigato bendata per secoli,
non sapevo che in Rete,
fosse intessuta tanta poesia
*
Mi disturba, raffredda, sconforta
Il doveroso impecettamento da imporsi in fronte
perché io, traduco in fretta e “nav bar” è una nave col servizio bar a bordo.
Il resto e le spore, a me, non m’entrano in testa.
Si diceva dei margini.
Io ho questi.
Sono limiti, li vedo.
Tento di superarli ma sempre capitombolo appresso a una distrazione.
Alcune cose non mi si fissano.
Nutrire sfiducia.
Non desidero coltivare questo.
*
Mi agghiaccia, spaventa e tale perdura

Socialmente
non posso non sorprendermi nello scoprirmi aberrante
nello sproloquiare in pubblico, di fatti che pur appartenendomi, di diritto,
coinvolgono esistenze aliene
al mio potere gestionale.
*
Aprire un blog per:
mantenere un dialogo costante con se stesso attraverso l’uso della scrittura come comunicazione immediata di propositi. Indossare l’abito dell’impegno pubblico.

Politico, etico.
Le aggettivazioni, tutte.
Che stranezza.
Sirene, esche, deviazioni e boe.
È complicato questo reticolato.

Ho “aperto” un blog.
Non sapevo cosa volesse dire “aprire” un blog.
Ora so che vuol dire che ogni tanto viene Uno e ti dice: “Io”.
Non mi ero mai accorta
Io,
prima di aprire un blog
di pronunciare così ripetutamente il termine “Io”.
Sono certa di ciò che affermo: la fatica che impiego nello stimare me stessa
è pari a quella che assumo nello sforzo di rispettare gli altri.
Il dinamismo.
Quello che proclamo oggi.
*
Mi spiegava un’amica che il termine “pazienza”, nella antica lingua cinese,
descrive un Uomo che stringe i pugni e piange.
Penso che il termine “Ji-hi” (benevolenti nella tristezza)
che traduciamo in fretta con “compassione”,
lo comprenda.
*
Ora, per favore, se intendete aderire a questa campagna,
meditiamo insieme sul come si possa informare i più che “molto migliore” è cacofonico.
*