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20 novembre 2007

Benn

ti sento come una ferita
non rimarginata

un taglio sulla fronte

ma non scacciarmi
non restituirmi
al morto mondo

starò immerso in te
finché è possibile
senza afflizione o gioia
Attilio Lolini, Notizie dalla necropoli, Einaudi, 2005.
*

11 novembre 2007

Camera oscura

(…)
Mi aveva preso
un senso un po’ smarrito
di disdetta e di stupore
alla scoperta
che uno non trovi
mai il posto
che gli spetta
e non riesca a
stare a una misura.

Ed è finito, per me,
in sospeso il fatto
che vivere sia come
scoprire qualcosa
di interdetto
e di proibito,
che tutto nasca e
cresca di nascosto,
che avvenga insomma,
sì, nella paura.


Paolo Ruffili, Camera oscura, Garzanti, 1992.
*

28 ottobre 2007

“Solo una prece…”

Solo una prece innalzo e non a Dio,
che non so dove sia, se mi conosce.
M’affido alla memoria della vita,
fatale per alcuni, per altri creata.
Quando non ha il Fato, e non l’avrebbe Dio,
altro potere che non gli sia dato.
Dunque una prece innalzo, e che l’accolga
l’ombra che sarò, riassunto e resto
di quanto l’uomo ha fatto, è stato, ha perso.
Con gesto non più mio, ma d’abbandono,
il braccio che oggi prende, un dì cadrà.
Rinasca allora palma che rinfresca
delle rose e dei seni la memoria.
Un’altra eredità non c’è che meriti
d’esser spartita per l’eternità.
Il seno è quanto basta, la rosa avanza
in memoria della vita terminata.

Josè Saramago, Poesie, Einaudi, 2002.
Traduzione e cura di Fernanda Toriello.
*

17 ottobre 2007

XIV

ALLA RICERCA DI UNA DONNA
Lady Adelina, la molto onorevole moglie di lord Harry, corse ben presto il rischio di perdere un po’ di questa onorabilità.
Sono desolato di doverlo dire, ma è raro che le persone del bel sesso siano stabili nelle loro decisioni. Esse differiscono sovente da se stesse, come il vino dalla propria etichetta.
Sinché la donna e il vino, non sono invecchiati, sono entrambi suscettibili d’adulterazione.
(…)

George Gordon Byron, Don Giovanni, Dall’Oglio, 1980.
Tradotto da Alex Alexis.
*

8 ottobre 2007

Lettore di giornali

Tu che leggi il giornale non sai che uccelli di gesso
sono le parole attaccate alle vòlte che precipitano.
ossicine nere nel labirinto bianco. Cosa dicono?
Che le storie cadono sul marciapiede di sempre.
E chi poi chiude le labbra sapeva il colpevole.
E che i morti sono nel fiume dell’amichevole
corrispondenza.


Attilio Zanichelli, Una cosa sublime, Einaudi, 1982.
*

5 ottobre 2007

15. La Modestia

15.
Ricordo gli amici morti senza tristezza, perché quando c’erano li avevo come se potessi perderli; ora che sono morti li ricordo come se fossero ancora vivi.

Matteo Ricci, Dell’amicizia, Quodlibet, 2005.
*
In effetti, non mi è tanto chiaro del perché uno apra un blog.
effettivamente, le copie in carta dei fatti nostri sono così
facilmente rinvenibili che a tutti gli effetti, tanto vale
appendere pensieri in memorie di pubblico sconfino.
*
Mah.
Boh.
*
E, poi, comunque c’è pure da dire che, sempre nel tema degli effetti,
se uno scrive, l’altro passa e legge, e poi il primo si risente perché
quello non doveva leggere ciò che ha letto, allora il secondo si stizzisce
perché il primo forse s’era offeso e allora poi arriva sempre il secondo
fratello siamese di Robert, a cavallo di qualcosa.
Mica l’ho capito perché sia tanto facile cedere al narcisismo.
Così mi sono applicata di buzzo buono per comprendere a pieno il significato
delle tagghette.
Non tutti le usano ma anche il beige, talora, appare démodé.
*
Al momento, nei giri che frequento in internet,
forse internet è un interno mondiale mentre rete è solo parentale
beh, ci trovo solo passeggini con certificati mammiferi di validità ed efficienza, pubblicità di salumi, ridde di montacaricaturisti, un paio di censori,
qualche calendula, tutti i film in programmazione da qui a 10 secondi
prima della fine del mondo, sotto, dentro, in mezzo e nel frattanto di casa mia.
*
Non ho capito niente delle targhette così ho cercato di capire cosa sia un blocco rotante.
*
La coerenza del moto:
“E così – mi spiegava
per imparare a truccarti devi fare le prove la sera, prima di andare a letto.
Si chiama la “prova cuscino”, non deve rimanerne nemmeno un puntino.”
*

3 ottobre 2007

Pico Tamburini

Del fondo degli abissi è pieno il mare
del vuoto di ogni cielo vive il vento

Della natura prossima gli oracoli
daranno il sortilegio l’impossibile


Pico Tamburini, Prospettive di Ulisse, Rusconi, 1992.
*