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17 novembre 2007

Come chi torna dalla guerra
ci si incontra e ci si dà la mano
ma non si chiede delle ultime battaglie
o del profilo dei nemici.
Il nostro sguardo si incontra
dove non ci saranno carezze per nessuno
né occhi lucenti come astri, né baci.
Che sguardo strano, che divergenza.


Nico Naldini, La curva di San Floreano, Einaudi, 1988.
*

11 novembre 2007

So dare ferite perfette

Una confraternita cercavo
per tutti quei roghi che spiccano
dentro me dolorosi
e tutte le tarantole che mi riempiono
il petto.

Una confraternita di ballerini savi
che stando io così come
tutta randellata in ogni mia
parte, stando io secca e sassosa
nel mio dormitorio pauroso

stando poco adattata
e non frequentando
saloni in similoro ma piuttosto
furgoncini mogi mogi e poco funzionanti

ecco sì, una confraternita
con un forte ago per le
cuciture di questa mia schiena
squadernata che mi esce l’anima oggi
lasciando me zampettare senza
un valido scontrino d’amore

che quando sto senza
erbacce nel cuore sto come premiata
tutta contenta e senza cornate nel petto
o bidonate del solito pilato che
torna con mani lavate, quando
la mia testa poggia
diretta nel cielo fissa alla polare splendente
e non come ora che un mago guastatore
ha fatto brioches di quel mio fiume d’oro.

E come ridevo, ve lo ricordate come ridevo?
Prima ero una forte cosacca, una ballerina vera
e non me lo spiego il passato remoto
Del bene e del bello.

Una confraternita buona, senza bagarinaggio
e dure bastonate, con focacce e
matite colorate
e una parola per sempre
convalidata e sicura

che ogni mezzacartuccia di questo
mondo faccia la definitiva trasferta
e un gran paradiso io voglio nel cuore
e fuori del cuore.

Mariangela Gualtieri, Senza polvere senza peso, Einaudi, 2006.
*

8 novembre 2007

Sempre aspetta il mio sangue

Sempre aspetta il mio sangue. È lui che fissa il convegno.
Al buio, bella posta, vuole di più, vuole amore.
Senza te non son nulla, mondo. Di te ha bisogno
La cima della cima in silenzio: il mio stupore.

Jorge Guillén, Opera Poetica – Aire Nuestro, Sansoni, 1972.
A cura di Oreste Macrì.
*

4 novembre 2007

Il sogno

Se ancora desideri incontrare
chi non hai mai conosciuto
puoi aspettare un’ora qui
al confine.

La sera è fredda
E la notte si fa buia.
Di qui passano tutti,
e se anche camminano
con il capo piegato,
devono alzarlo alla luce violenta
delle lanterne delle guardie di frontiera.

E quando lo sconosciuto giunge,
tu vuoi riconoscerne il volto
dalla sua stanchezza e dalla sua forza,
tu vuoi riconoscerne le mani
dal modo in cui esse si congiungono l’una nell’altra
dal modo in cui esse si modellano ad una coppa
al fine di porgerti ciò
di cui tu sei assetato.

Tu non vuoi poter gridare,
tu non vuoi poter bere,
ma soltanto sapere
che tutto ciò che hai sognato è vero.

Astrid Tollefsen, in “L’altro sguardo”, Antologia delle poetesse del ‘900, Mondadori, 1996, a cura di Guido Davico Bonino e Paola Mastrocola.
La traduzione della poesia è di Renzo Pavese.
*

26 ottobre 2007

RITRATTO

Nessuno deve far rumore nel segreto cuore. Amo le apparenze del non essere naturale. Il vero nulla è lo specchio che avvelena i volti del desiderio, tramuta la memoria in corpo sfuggente dall’unione. Da quando nacqui sono pieno e vuoto di me stesso e così conosco che la verità più innocente è un destino.

Juan Gelman, Lettera a mia madre, Guanda, 1999.
Tradotto da Laura Branchini.
*

23 ottobre 2007

Il limone lunare

Chi si spaventa quando sente dire
“rivoluzione”
Forse non ha capito.

Non è rivoluzione
Tirare un sasso in testa ad uno sbirro,
non è sputare addosso a un poveraccio
che ha messo una divisa non sapendo
come mangiare;
non vuol dire dar fuoco al municipio
o alle carte al catasto, per andare
stupidamente in galera
rinforzando il nemico di pretesti.

Quando ci si agita
Per giungere al potere e non si arriva
Non è rivoluzione, si è mancata;
se si giunge al potere e la sostanza
dei rapporti rimane come prima,
rivoluzione tradita.

Rivoluzione
È distinguere il buono
Già vivente, sapendolo godere
Sani, senza rimorsi,
amore, riconoscersi con gioia.

Rivoluzione è curare il curabile
Profondamente e presto,
è rendere ciascuno responsabile
coscientemente ed effettivamente –
non credendo che solo la violenza
possa cambiare.

Rivoluzione
È incontrarsi con sapiente pazienza,
assumere rapporti essenziali
tra terra, cielo e uomini:
gli atomi umani dispersi divengano
nuovi organismi e sappiano
togliere il marcio, cambiare i tessuti
insani che impediscono la vita
eliminando ogni cancro, ogni mafia –

e non andare a chiedere ai mafiosi
i soldi per distruggergli il sistema,
o chiedergli il permesso.

Danilo Dolci, IL LIMONE LUNARE Poema per la radio dei poveri cristi, Laterza, 1970.
*
A Roma, al Teatro Valle, si rappresenta "E' vietato digiunare in spiaggia".
Ritratto di Danilo Dolci, il testo è di Renato Sarti e Franco Però che ne cura la regia.
Se avessi una scolaresca, ce la porterei.
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5 ottobre 2007

Suggestione

Le compagne che non ho avuto,
le sento piangermi, velate,
all'imbrunire, nei giardini...
Nella loro pena azzurra rivive
il mio dolore di mani defunte
sopra rasi...

Parigi, agosto 1914.

Mario De Sa Carneiro, DISPERSIONE, Einaudi, 1998.
A curadi Maria José De Lancastre.
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