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4 dicembre 2007

Latria

Dammi, Tu che sei nelle tenebre, queste cose:
Le bianche ginocchia di una donna
I begli occhi di una donna
Le sue calde cosce levigate

L’amplesso nuziale
Il primo sguardo d’amore
Un uccello, passero o colomba,
Un viso senza inganni.

Un fiore qualsiasi, una rosa,il delirio della creazione
Il fremito della pietà
- Il resto è prosa.
Irving Layton, Le poesie d’amore, Piovan, 1983.
*

28 novembre 2007

C’è –

C’è una distruzione, chi la conosce, anche me conosce,
ma che la si conosca non occorre,
non vello d’oro, è un vello di nebbia, un puro
esser sotto una coltre di elementi.

Non c’è felicità che ti rianimi,
o senso di qualcosa che perduri, tu non vuoi più
saper di cose che non ti distruggono,
e alla radio vuoi soltanto Volga
e l’estraneo, il lontano, dalle steppe.

Ci sono distruzioni, non ch’io soffra,
gli dèi in altro modo non si vedono,
e c’è un amore povero e malato, tu come lui, e tu
devi cantar per lui di corte in corte.

Gottfried Benn, Frammenti e distillazioni, Einaudi, 2004.
*
Io d’inverno parlo poco.
*

22 novembre 2007

Ignoranza

non sapevo che
non averti poteva essere dolce come
chiamarti perché tu venga nonostante
non venga e non ci sia che
la tua assenza tanto
dura come il colpo che pensandoti
mi son dato in faccia

Juan Gelman, Poeti ispanoamericani contemporanei, Feltrinelli, 1976.
A cura di Marcelo Ravoni e Antonio Porta.
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11 novembre 2007

ancora bacetti

-“Fare il marito è un lavoro a tempo pieno. A. Bennet”
-“Un fesso questo Bennet, scartane un altro.”
*

9 novembre 2007

Così va la vita

Quanti guasti
quanti strappi
quanti buchi tra le sue maglie
e non una toppa.
Non si rammenda e non si aggiusta
non è una camicia,
usata la si butta.
O si rinnova.
Come un abito
tagliato su misura
ha bisogno di più prove.


Nelo Risi, Poesie scelte (194-1975), Mondadori, 1977.
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2 novembre 2007

era qui:

La maschera del cattivo

Alla mia parete è appeso un intaglio giapponese,
maschera di un cattivo dèmone, laccata d’oro.
Pieno di compassione io guardo
Le vene gonfie della fronte che provano
Quanta fatica costi la malvagità.

Bertolt Brecht, Io Bertolt Brecht, Avanti, 1962.
A cura di Roberto Fertonani.

18 ottobre 2007

Poema chiaro

La pellegrina dalle vesti bianche
Mi presenta il manichino dell’assoluto
Mentre i miei occhi ubriachi di tante visioni
Chiedono la sparizione del campo di cadaveri
E della fotografia di massacri e ostaggi.

Dietro di me
Qualcuno ride dell’immortalità:
sono proprio io chi ride nel secolo tredicesimo,
sopravvivendo a tutto ciò che ho odiato
e che mi ha perseguitato
senza un dolce concerto di violini
né almeno un bouquet di fiori.

Murilo Mendes, Mondo Enigma, Einaudi, 1976.
La traduzione è di Carlo Vittorio Cattaneo.
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